Molto presto, i piani fiorentini varcarono i confini italiani. La loro diffusione in Francia fu particolarmente significativa sotto il regno di Luigi XIV, il cui interesse per le arti decorative italiane favorì la loro integrazione nelle collezioni reali e nel linguaggio ornamentale francese. Questi oggetti, allo stesso tempo decorativi e simbolici, occupavano una posizione privilegiata nei cabinet e negli appartamenti di rappresentanza, dove affermavano il legame tra potere, conoscenza e raffinatezza.
Ispirata a un modello storico conservato al Musée du Louvre-Lens, l’opera propone una rilettura contemporanea di questo patrimonio fiorentino. I principi fondanti della pietra dura — rigore del disegno, precisione dell’assemblaggio, continuità perfetta della superficie — sono qui trasposti nel vetro. Alla densità minerale della pietra succede una materia attraversata dalla luce, che rinnova la percezione senza alterare lo spirito della tradizione.
La composizione centrale si presenta come un quadro naturalista rigoglioso, strutturato secondo una logica rigorosa ereditata dagli atelier fiorentini. Fiori e frutti formano un bouquet abbondante, simbolo di fertilità, armonia e permanenza, temi ricorrenti nell’iconografia decorativa fiorentina. La loro organizzazione traduce una visione ordinata della natura, dove la profusione è governata da geometria e ritmo.
Le farfalle, figure di trasformazione e metamorfosi, introducono una dimensione più fragile ed effimera. La loro presenza suggerisce il passaggio del tempo e la delicatezza dell’istante, in contrasto con la permanenza della materia e il rigore della composizione. Nella tradizione simbolica evocano anche l’anima e il soffio vitale, apportando una lettura più intima all’insieme.
Gli uccelli, in particolare i due pappagalli, occupano uno spazio singolare. Nell’iconografia fiorentina e più ampiamente europea, essi sono associati all’esotismo, alla conoscenza e al discorso erudito. La loro presenza richiama l’apertura intellettuale delle corti italiane e francesi, affascinate dal mondo naturale e dai territori lontani, animando al contempo la composizione con un movimento discreto e continuo.